il testo qui sottoriportato è un piccolo lavoro letterario che riguarda una piccola esperienza personale che mi ha condotto ad apprezzare tutto ciò che Dio ha creato, fatelo vostro.
(sarà seguito da un altro lavoro, riguardante alcuni studi sulle religioni, che verrà presentato in seguito)
Aria di Primavera
Premessa
A Mio Padre
La Fuga
Gioia Di Vivere
Lacrime Di Guerra
Luce Dell’alba
Lux Æterna
Atto Di Forza
Brezza Sul Mare
Disperazione
A Laura
A Chi Servi
Aria Di Primavera
Conclusioni
Premessa
Quando s’inizia a scrivere al fine di trasferire ad altri la concettualità del proprio essere e intendo “ESSERE” quale tramite di un’esperienza d’anni di ricerca del SE, scaturisce un impegno a me naturale d’umiltà e d’amore rivolgendomi a chiunque si ponga nella condizione di leggere questa esperienza e avrei piacere fosse intesa come una lettera che personalmente ho voluto inviarti e questa lettera “scaturisce” dalla quantità immensa d’amore che provo per tutto ciò che Dio ha creato.
Pongo la mano a scrivere secondo coscienza, quella coscienza che mi ha guidato per molti degli ultimi anni, mi auguro continuerà a farlo fino all’ultimo dei miei giorni in questo attuale sistema di cose e Tu che poni lo sguardo su queste pagine fallo con l’occhio nel cuore, privo di congetture e preconcetti saprai cogliere l’attimo che appartiene all’eternità al fine di accomunarci in questo grande bisogno d’AMORE.
Per molti anni, offuscato dall’incomprensione, ho vagato e brancolato nel buio alla ricerca di cose senza senso, noncurante di appartenere alla condizione di un male che priva ognuno di noi della Luce Divina, indifferente agli errori e accecato da falsi bisogni, schiavo di mille congetture, ho sbagliato con molti di Voi, perdonatemi per tutti i fastidi arrecati, quando sarà il momento di presentarmi al Nuovo Mondo vorrei farlo senza portarmi appresso odi e rancori, che Dio abbia pietà di me (non abbiate timore, di pietà ne ha avuta sin dall’inizio dei tempi, dalla creazione ad oggi e per tutti i tempi che appartengono all’eternità).
Coinvolto nella costante ricerca dell’ESSERE avverto la sensazione del Risveglio attraverso il continuo stato di gioia e le risposte alle mie domande non hanno più modo di esistere, svaniscono dando spazio alla consapevolezza d’Essere.
Finalmente “SONO”.
Compiaciuto dell’attenzione posta da parte Tua auguro a Te e a tutti coloro che intraprendono il cammino verso Dio il Risveglio per un amore nuovo, quell’Amore che ci rende ad immagine e somiglianza dell’Altissimo, sempre sia glorificato, (non facciamone di Dio la nostra immagine ma il preciso contrario).
Ringrazio Dio per mio Padre e mia Madre quale meraviglioso tramite del germe che porto, che Dio li abbia entrambe nel Suo pensiero e la pace di questo sonno sia su di loro.
Giunto oltre la gobba del ponte della mia vita la discesa si prospetta sempre più dolce, è stato arduo sconfiggere buona parte di me stesso ma ora vivifica in me la visione della Verità posta nelle Sacre Scritture, luogo in cui si abbandonano le cose del mondo attuale e la Luce del pensiero si nutre dell’Immenso procedere delle cose poste sotto lo Spirito Santo di Dio.
Il Risveglio è come la chiave della porta che conduce oltre la fine del ponte, non vediamo la porta ma ne avvertiamo l’Energia che è posta dietro, come in primavera allo sbocciare dei germogli cogliamo la sensazione dell’arrivo dell’estate.
Lavinio
A Mio Padre
(In ricordo della Sua sofferenza e per la riconoscenza in merito all’eredità lasciatami)
Con semplicità si tolse le scarpe per donarle a chi non ne aveva e se ne tornò a casa in ciabatte noncurante dell’inverno e della neve.
Nei suoi ricordi di permanenza al campo di concentramento di Mauthausen e della ritirata di Russia non serbava rancore a chi aveva agito stoltamente ma ne combatteva l’ideologia affinché non avesse più a succedere un tale scempio.
Io, onorato del tramite che per me è stato mio Padre, conservo il ricordo in cui nell’atto di morte mi ha lasciato l’eredità del perdono e dell’amore, oggi vivo la continuità di quell’energia che solo dopo molti anni ne comprendo l’Essenza.
Grazie a Dio.
Fuga
Percorrevo una strada a me sconosciuta cercando di riscontrare intorno a me cose famigliari per rendere il cammino più gradevole.
Ad un tratto avvertii la presenza di un grosso cane dal suo respiro affannoso e dal fatto che correva verso me con l’intenzione di porre i suoi canini nel mio polpaccio.
Mi misi a correre ma la bestia riduceva sempre più la distanza dal suo obiettivo al che presi coscienza che era meglio affrontarlo, mi voltai e lo stupore fu enorme quando mi resi conto che la bestia ero io.
Osservai intorno a me e m’accorsi in quell’istante che in quella strada tutto mi era più famigliare.
Gioia Di Vivere
Come l’inverno lascia spazio ai raggi del sole per l’arrivo della primavera.
Come la primavera aiuta a sbocciare i fiori per l’arrivo dell’estate.
Come l’estate da calore alla terra per il nuovo seme deposto in autunno.
Come l’autunno colora le foglie di giallo che andranno a dormire d’inverno.
Come l’inverno pone il silenzio e il riposo per dar spazio a nuova vita in primavera.
Come la gioia di vivere.
Lacrime Di Guerra
Non vi è parola alcuna per descrivere lo straziante pianto di un bimbo che osserva sua madre che giace a terra priva di vita.
E’ probabile che esista un termine che descriva coloro che determinano la causa di queste lacrime di guerra, lascio a voi il seguito poiché per me sono già morti.
Luce Dell’alba
Nell’attesa del nuovo giorno avverto la necessità di prepararmi affinché sia desto nell’attimo in cui la Luce dell’Alba verrà a ripristinare il giusto equilibrio tra l’uomo e quanto lo circonda e la conoscenza di Dio mi aiuta a preservarmi dalla lunga notte.
Lux Æterna
E il Verbo si fece carne e l’uomo continua a dubitare del Padre, brancola nel buio, inventa leggi delle quali è schiavo e si raccoglie in gruppo sotto un tetto per vedere il cielo.
La chiave d’accesso all’Assoluto Supremo sta nel riconoscere chi ha pagato il riscatto per la nostra vita, Gesù Cristo, solo a Lui dobbiamo rendere conto per ottenere i benefici della Vita Terrena nel Nuovo Mondo (quale esempio mirabile Geova ha posto innanzi all’uomo).
Atto Di Forza
Fino a che serbo in me la convinzione che le mie opinioni sono giuste non darò spazio alcuno alla possibilità di rendermi libero dalle congetture, è quindi un atto di forza e grandezza sapermi imporre condizioni che spesso al mio occhio appaiono incongruenti con le opinioni che conservo.
Brezza Sul Mare
Osservo con l’udito il passaggio della brezza sul mare, ascolto con lo sguardo la sensazione di piacere, tocco con mano i miei pensieri mentre viaggio a ritroso nella vita vissuta e nel frattempo avverto con coerenza di appartenere all’immensità dell’Universo tanto quanto ne appartiene la brezza sul mare.
Disperazione
La testa china sul palmo delle mani, lo sconforto mi assale come a soffocare ogni momento della mia esistenza, gli occhi colmi di lacrime osservano nel vuoto e dentro vivo la disperazione solo perché non concepisco l’accaduto.
A Laura
Note di una musica soave che trasale dentro di me come una sensazione di beatitudine nel cogliere il momento dell’incontro con Laura, creatura sublime innanzi al mio cammino che desidero teneramente abbracciare, dolce visione per un uomo giunto oltre la metà del suo percorso di vita, vita troppo spesso senza itinerari.
Coglierò dal tuo cuore ogni battito d’amore quale nutrimento per lo Spirito al fine di innalzarmi a livelli superiori, Dio mi ha fatto dono della traccia da seguire ponendo Laura sul sentiero che da tempo percorro e mi disseto alla fonte della purezza che in te vive.
Il dolce alito di vento che ti accarezza i capelli porta alle narici il profumo inebriante della primavera ricco di nuove sensazioni dando vita a pensieri senza tempo e senza fine, il mio cuore batte avido di quell’Amore Divino che nutre ogni cosa e mi sento ebro di quella ricchezza che alimenta la gratitudine verso Geova per aver fatto la tua conoscenza.
Attendo con pazienza ogni evento compiaciuto della tua presenza e nasce in me un fremito come un battito d’ali per la relazione d’amore scaturita tra noi, ora comprendo quanto è importante condividerlo con chiunque.
Anche questa sera gioirò del piacere dei tuoi occhi, non sarò mai sazio del tuo amore e lo stato di purezza che ti appartiene fa rivivere in me la certezza dell’immenso Amore che l’Altissimo, sin dall’inizio dei tempi, ha posto in ognuno di noi.
A Chi Servi
Senti che la vita ti sfugge di mano Il pensiero ti strugge non puoi farne a meno
E’ finito lo sballo senti che è la rovina La condanna è una sola si chiama eroina.
Ti penso e ti vedo quando eri bambino Ti vedo che giochi in quel verde giardino
Ti sento parlare del tuo mondo fatato E in un momento ti vedo cambiato.
Mi dici che senti la mente volare Mi dici che il mondo lo senti parlare
Ma le tue ali son solo di cera E ascolti soltanto una storia non vera.
I tuoi occhi son stanchi non vedon più niente, Cieco da tempo il pensiero è nella mente
Ciò che t’importa è solo bucarti Tua madre è vicina vuol solo baciarti.
Ti guarda con gli occhi colmi di pianto E il dolore la uccide in ogni momento
Ti resta vicina per strapparti alla morte Ti resta vicina d’una madre è la sorte.
Vorrei tanto vederti ancora giocare Vorrei vedere il tuo sguardo gioire
Ma il tempo è scaduto la vita è fuggita Tua madre accarezza della mano le dita.
Di te resta solo una foto ricordo E tutti i giornali raccontan come sei morto
La gente discute che in fondo non sei servito, Tanto che importa domani tutto è finito.
Ma io mi soffermo un momento a pensare E penso alla gente che non riesce a capire
E dice le cose senza poi valutare Che in fondo alla vita dobbiam tutti arrivare.
E quando la morte ti viene a chiamare Ti senti un verme e ti metti a pregare
Vorresti tornare al tempo passato Per chieder perdono del tuo peccato.
Rivivi quel giorno in cui hai espresso un giudizio Su quel tale che è morto perché aveva un vizio
E ricordi il momento in cui non ti fregava Se un tale moriva perché si drogava.
Se adesso hai capito non perdere tempo Non lasciar che la droga porti un altro nel vento
Altrimenti a che serve viver la vita Sei già morto da tempo la vita ormai t’e’ sfuggita.
Di tutta la storia resta solo il concetto Che in tutti i casi siam sempre in difetto,
Per chi se ne frega di chi muore di droga E chi per drogarsi sua madre rinnega.
Aria Di Primavera
Tutto ha inizio in un giorno d’inverno, stanco di vagare alla ricerca di me stesso, desolato da una vita d’errori e tensioni mirate all’arrivismo, proteso verso interessi finanziari e commerciali impongo a me stesso il desiderio di capire, colgo l’occasione dell’ospitalità di un caro amico, Giorgio, e soprattutto del suo sapere che fece scaturire in me la necessità di rivedere il percorso dell’esistenza vissuta sino a quel giorno, che abbia a perdonarmi dei disagi arrecati.
Val Masino, ramo della Valtellina che conserva il ricordo degli amori e del mio mutamento, luogo di incontri proficui, ancor oggi gioisco al respiro del profumo dei fiori che anno dopo anno tornano a recitare il meraviglioso canto della vita come in una danza senza fine, residenza regale per lo Spirito, mi hai accolto come una madre pone tra le braccia suo figlio e ne ha cura, non c’è parola che possa descrivere la gratitudine che nutro per i luoghi che ti appartengono e per tutti coloro che vi abitano.
Lunghi mesi d’inverno trascorsi ad osservare il calore del candore della neve, il sole tarda la sua prima apparizione in quel luogo in un tempo più lontano dell’anno e io continuo a meditare percorrendo con la mente le disavventure di una vita disordinata, assaporo il calore nel rimirare le pareti rocciose e di ghiaccio che favorite dalla loro altitudine sono baciate dai raggi del sole mattutino, punto di riferimento che mi indica l’Est.
L’attenzione cade ad oriente, seduto sul granito pongo il dorso nudo proteso verso il cielo nell’attesa di un segnale, la carne dei piedi scalzi avverte il contatto con la fredda terra e l’alito di vento mostra gli artigli su di me nel constatare temperature al di sotto dei dieci gradi, eppure la sensazione è quella del tepore del sole.
Godo della compagnia di due pastori maremmani, Chibu e Scardu, ai quali va tutto il mio affetto e di tanto in tanto getto loro un pezzo di pane secco che spesso funge da unico alimento non solo per loro e nel frattempo è come se riuscissi ad osservarmi e ciò mi permette di comprendere ciò che faceva scaturire il conflitto che alimentava la cecità, compagna di molte incomprensioni e disavventure.
A chi rendere il debito di questa cecità se non a se stessi? Troppo spesso causa di delusioni che ho accreditato ad altri, porgo quindi maggior attenzione a me stesso affinché abbia termine il supplizio dell’attore, costernato a recitare la propria parte non mi accorgevo che la vita non era vissuta in quanto occupato a far altro.
Unico servitore dei miei vizzi continuavo a pormi nel sonno dei legami, schivo alla propria verità porgevo la mano al permanere del mio flagello.
Cara solitudine e beata privazione del cibo, mi avete mostrato chi sono e ne sono rimasto sconvolto, nudo, anteposto a me stesso osservo la povertà del tempo trascorso in balia di cose che non hanno seguito e ho avuto paura di me, mio unico nemico.
Ciò che conta è produrre in se stessi, gioire di ciò che realmente si possiede senza alcuna pretesa, il risveglio è proporzionale alla costante osservazione di sé e la consapevolezza ne concorda l’evolversi.
Quale rischio dimenticarsi di Dio, mio Signore aiutami a ricordarTi.
RicordarTi in ogni cosa che osservo e che ascolto, nell’aria che respiro.
La relazione col tempo svanisce, libero dall’impegno temporale mi accingo alla riflessione e alla preghiera e tutto ciò che ha sempre determinato la schiavitù in quel momento riceve la più totale indifferenza, lievita così una musica nuova dominata dal fragore del silenzio e dagli ampi spazzi montani colmi di neve.
Il pianto trasale dagli occhi e il singhiozzare rompe la calma di questo mattino d’inverno, ubriaco del tutto che mi circonda assaporo il respiro d’amore e il pulsare della vita di ogni cosa e ancora una volta getto un tozzo di pane secco ai miei compagni d’avventura che ad ogni mia attenzione nei loro confronti manifestano la loro riconoscenza scodinzolando, è un vero peccato non percepire da loro questo insegnamento di fedeltà.
Contemporaneo all’attimo il futuro non ha senso, presente, nel valore del tempo e di fatto, finalmente percepisco il presente e le afflizioni date dal peso degli errori si vestono di una luce diversa, la luce del perdono, della comprensione, della benevolenza, dell’armonia, della disponibilità, dell’amore.
Abbandonare lo scudo dell’arroganza, della cattiveria, dell’orgoglio, dell’apparenza per dar spazio alla conoscenza di Geova, unico nostro rifugio.
Ciò che apparentemente si mostrava come una disavventura per aver abbandonato la comoda mondanità di una vita fatta di niente fa invece emergere il senso più reale di quanto apparteniamo all’Universalità dell’Opera magnifica che è il Creato, svanisce al seguito ogni interesse per le futilità e tutto ciò al quale è attribuita l’indispensabilità.
Se l’indispensabile è ciò che l’essere umano attribuisce al proprio comodo nelle cose che pensa di possedere è ricco del niente ma se l’indispensabile è la consapevolezza di appartenere a Dio è proprietario del tutto che lo circonda.
Alito d’Amore soffiato da Dio nelle narici umane, posto nel plesso solare, rischiara il mio essere, indicami il cammino, guidami nel sentiero della vita al fine di esserne il Tuo tramite verso tutti coloro che incontro e che amo.
Dono sublime, contaminato dalla gioia gli occhi continuano a versare lacrime per l’alba riservatami, pronto ad ogni evento attendo senza fretta ogni attimo di vita e ne colgo la fragranza come si coglie il profumo dei fiori o al passaggio del vento gli odori di luoghi diversi ne mostrano l’essenza e il cuore mi scoppia ricco di quell’energia che fa scaturire in me il desiderio di abbracciare l’Universo.
Amaro calice dell’orgoglio ove ho posto le mie labbra a dissetarmi, quanti errori, troppe volte a spendere sentenze, a giudicare, radicato nella stupidità di comportamenti che alimentavano l’incomprensione condizionavo il mio stato d’essere nel sonno più totale.
Felice risveglio questa mattina d’inverno che scrosta ogni sorta di etichetta postami a suo tempo, chi sono ? Dove giungono le mie radici ? Qual’è il compito di ognuno di noi ?
Preservare le origini del nostro inizio, come un atto sacrale, al fine di onorare Dio per la natalità ricevuta, cogliere attimo dopo attimo l’immensa quantità d’Amore che Dio stesso ha riservato per ogni cosa, noi compresi.
Osservo il magnifico mosaico del Creato e l’imbrunire conserva il segno della continuità di Dio, Padre e Madre di questo meraviglioso disegno che è la vita.
Liberato dal torpore del sonno raccolgo le membra come in una posizione fetale ad indicare la rinascita di colui che si era smarrito in sentieri oscuri e la sensazione di calore è simile all’abbraccio materno.
Dolce dimora della Val Masino, riuscirò a conservare la sensazione di beatitudine e di gioia di questo giorno ? Riuscirò a non mutare di fronte alle critiche e gli elogi ? O sarò ancora una volta preda di me stesso ?
Non lascerò che il nemico che in me risiede abbia il sopravvento e laceri i miei pensieri ricchi di ricordi del tempo perduto, conserverò ogni alito d’amore.
Molti anni sono trascorsi da questo giorno e ripercorro passo dopo passo le sensazioni dei lunghi mesi freddi d’inverno in cui attendevo l’arrivo della primavera e non mi accorgevo che il calore dell’Amore che in quel giorno in me è scaturito ne era l’aria, Aria di Primavera.
I giorni trascorsi al seguito ne furono un continuo nutrimento di quell’aria e le esperienze che mi proponevo di vivere mostravano sempre più la dipendenza del Germe Primario che per volontà di Dio, sempre sia glorificato, è stato posto in ognuno di noi ed è da questo che ne riconosciamo la nostra somiglianza, soprattutto nel seguire le orme del Suo figlio unigenito Gesù Cristo.
Quale potrebbe essere la gratificazione più grande se non il parlare di Lui, dell’Altissimo, di colui che attimo dopo attimo della nostra vita alita l’Aria di Primavera, sta quindi a noi avvertirla, farla nostra, respirarla fino a farsi scoppiare i polmoni e il cuore ne assapora il profumo.
Ogni giorno cogliere qualcosa di nuovo che segnali la Sua presenza, nutrirsi di Lui e in ogni incontro esserne il tramite, la dimostrazione per coloro che ci osservano che Geova è Misericordioso, che Geova è Amore.
Oggi, all’alba del terzo millennio, al verificarsi di un sistema in declino logorato dal consumismo, un sistema ormai giunto alla fine, mi dedico ad amici e conoscenti che come me hanno posto attenzione su sé stessi consoni dell’opportunità del risveglio, frustrati da falsi bisogni e da relazioni sempre più confuse e distorte, sono alla ricerca della Via da seguire.
Ciò che conta durante il cammino è confidare in Geova, svuotarsi dalle congetture per lasciare spazio alle Sacre Scritture che conducono alla conoscenza di Dio, un totale svuotamento al fine di non insozzare l’Acqua pura che in noi è versata e che consente di non aver più sete.
Ripristinare l’equilibrio attraverso la costante attenzione di SE.
Anche Tu che poni lo sguardo su queste righe, se hai aperto il cuore e i preconcetti non ti hanno offuscato, hai avvertito l’Aria di Primavera, non lasciarla fuggire, svegliati dal torpore del sonno che ci obbliga alla fuga e fai emergere l’Amore che in Te risiede, concedilo a tutti indistintamente e a tutto ciò che ti circonda.
Iniziare ad estinguere in noi i desideri di falsi bisogni e porsi nello stato in cui ogni nostra azione assuma la funzione di preghiera rivolta all’Altissimo, ecco un modo per porre le basi della consapevolezza e del risveglio.
Ricordo di una citazione menzionata da un amico al fine di rappresentare il reale possesso delle cose e vorrei Ti appartenesse, “SIAMO REALMENTE PROPRIETARI DELLE COSE NEL MOMENTO IN CUI CI OFFRIAMO L’OPPOPRTUNITA’ DI REGALARLE”.
Ogni forma di possessione o di gelosia che manifestiamo nei confronti di persone o di cose è un legame che impone la dipendenza, nasce così la frustrazione nel momento in cui ne perdiamo il potere e ciò non consente di focalizzare la reale importanza del tutto che ci circonda.
Siamo quindi il calvario di noi stessi e il nostro modo di porci innanzi ai rapporti nell’attimo in cui ci aspettiamo qualcosa ne è la manifestazione più sincera, siamo gratificati quando avvengono cose che abbiamo supposto in precedenza e frustrati quando ci attendiamo qualcosa che non avviene, perché mai porsi la convinzione delle nostre idee se poi si manifestano in noi sentimenti che inducono al sonno.
Ad un illuminato fu posta la domanda in merito a quale fosse il desiderio più grande per lui, la sua risposta fu questa: “DESIDERO NON DESIDERARE”, in questo modo si poneva nella condizione di lasciar desiderare Dio per lui affinché non vi fosse la condizione dell’errore.
Troppi desideri inutili hanno accecato il mio cammino ponendomi nell’errore, oggi opero su me stesso per acquisire quella ricchezza che, una volta giunti alla fine del sistema attuale di gestione, mi consentirà di ripagarmi degli errori commessi, il lavoro è lungo, non mi resta che confidare nell’aiuto di Geova.
Sarò gratificato delle pene che dovrò subire per causa mia.
Mai come ora assisto all’evolversi dell’Amore, si sono l’innamorato fedele e silenzioso, innamorato di ogni attimo della vita compresa la morte, questo germe posto all’inizio dei tempi e gioisco di una sensazione di pace che al seguito lascia profumo d’incenso e il sentimento d’Amore lo avverto per chiunque abbia condiviso anche un solo attimo del cammino.
Sono l’innamorato fedele e silenzioso di mio Padre, di mia Madre, di mia figlia Marica, di mio fratello Onorio, di Laura di Mello, di suo Padre e sua Madre, di mia moglie Antonella, di Patrizia e i suoi Genitori, di Michela, Rossana, Erminio, di Ivan, Marinella, Erica, Giovanni e sua figlia Arianna, di Pino e suo figlio Stefano, di Francesco e Michela, di Roberto e Marcella, di Francesco, Patrizia e Leonardo, di Carlo, Roberta, Elèna, Massimiliano, Edoardo, Francesco di Pierino, Graziella, Lara, Ermanna e Alessia, di Silvia, Arnaldo e i loro figli, di Marisa, Elena, e come potrei non essere l’innamorato fedele e silenzioso di Denis e sua Madre e suo Padre, di Linda e dei ragazzi del gruppo, di me stesso e di tutti coloro che non ho citato e come potrei non essere l’innamorato fedele e silenzioso di Geova che mi ha permesso tutto questo.
Il mio cuore si è reso simile ad un ruscello ove ognuno che incontro si disseta secondo il suo piacere, gli occhi ne sono testimoni a chi osserva, la bocca onora gli attributi di Dio e i piedi proseguono il cammino sulla via dell’innamorato fedele e silenzioso ed ecco che ancora una volta assisto al passaggio dell’Aria di Primavera che rinnova ogni uomo e mostra il reale stato d’Essere.
Mio Dio cosa ho fatto per meritare tutto questo ?
Gli occhi sgorgano lacrime di gioia in questo mattino piovoso di maggio nel ricordarmi di ogni evento vissuto, questo cammino oggi ebro di gioia non avrà mai fine se la mia bocca conserverà il sapore del miele nel parlare di Te, o mio Dio fa che ogni mia azione e ogni pensiero sia come una preghiera a Te rivolta.
Non vi sono spiegazioni da fornire e ogni esempio ne risulterebbe riduttivo nel cercare di mostrare la magnificenza dell’Amore di Geova ma se può essere di auspicio per Te che poni interesse in queste righe sappi che ciò che mi ha colpito è paragonabile alla milionesima parte di un atomo di questo Amore che Dio ci offre e l’immaginazione non è sufficiente per realizzarne la visione.
Porsi, rendersi disponibili al risveglio, consultare le Sacre Scritture, luogo in cui lo psichismo dei falsi moralismi non possono offuscare la visione della Verità che ci è posta innanzi dall’esempio di Gesù Cristo.
Perché continuare a cercarLa altrove ?
Quando ci poniamo d’innanzi al sole l’ombra né resta dietro come quando ci poniamo d’innanzi alla Verità e all’Amore di Geova Dio la parte buia di noi svanisce ai nostri occhi e ne resta solo il ricordo.
Spogliarsi degli abiti diversi che di volta in volta indossiamo che celano la nostra entità, offrire la propria nudità a se stessi e agli altri condividendo ciò che siamo, evitare la frustrazione dell’errore, l’incomprensione per la morte, abbattere l’orgoglio per comprendere la nostra ignoranza in merito a comportamenti che pongono il declino sulla nostra sorte.
Tutto prosegue come descritto, dono sublime che Dio ha rivolto all’uomo nelle Sacre Scritture, ogni cosa prosegue secondo i canoni prestabiliti, apparteniamo all’ultima generazione ed è probabile che assisteremo alla fine del sistema di gestione attuale, eppure le congetture ne celano il canto soave nella presenza e nel prosequio e intanto i quotidiani e le fonti di informazione proclamano la propria ignoranza ponendo confusione nei popoli.
Povertà inaudita decretata da coloro che pongono attenzione e ne citano i contenuti come a definirsi culturati nell’usufruirne e farne propri i concetti senza rendersi conto degli innumerevoli segnali che Dio stesso ci ha fornito e che decantano la fine del sistema attuale.
Lo Spirito lacerato dalla carne di donna a buon mercato non lievita a livelli superiori, tarpate le ali è soffocato dal magma del piacere a pagamento e rientrati alla propria dimora si mostra un altro abito ma il reale prezzo ancora non lo conosciamo.
Dio ci ha fatto dono della sessualità, il demonio ne ha fatto uno scempio con la pornografia.
Il perdono è legato al pentimento sincero e al presupposto di agire in conformità alla consapevolezza.
Il perdono è perdonare ed è sequenziale all’Amore.
Quali parole potrebbero acconsentirci o riservarci la comprensione?
La comprensione non si esprime verbalmente se non per fini diversi dal significato del termine ma ne è l’atto che conferma la consapevolezza, è la materializzazione dello stato dell’Essere risvegliato e l’arguto osservatore assiste all’alito d’Amore di chi la possiede.
Comprendere è a sua volta anche perdonare.
Proteso nella costante attenzione verso il Creatore e consapevole del grande bisogno d’Amore che ci alimenta Ti auguro che giunga l’alba che illumina il cuore e ristabilisce l’armonia con Dio, affinché anche Tu possa gioire dell’Aria di Primavera.
Dedicarsi a Dio è dedicarsi a se stessi in quanto non vi è opportunità nelle cose che svaniscono nel tempo e che dobbiamo lasciare.
Si perpetua il messaggio di Gesù nell’esempio che ci ha voluto fornire ed in ogni parola che nell’arco della Sua vita vissuta da Uomo ci ha lasciato, ne consegue l’atto sublime della morte a riscatto di noi, perché non cogliere il messaggio d’Amore ?.
Ne cogliamo solo la parte storica di Lui, forse per rassicurarci che siamo Cristiani ma l’Essenza dell’amore di Gesù che risiede nella volontà del Padre resta lontana ai nostri occhi fino a che il cuore non subisce il mutamento del risveglio.
Geova il Misericordioso osserva ogni nostra intenzione e lo Spirito Santo esercita l’intervento in coloro che lo riconoscono e ne conservano la riconoscenza, è sufficiente chiedere il Suo aiuto.
Sapore di fragola nel cogliere la purezza di un neonato, i falsi moralismi degli adulti non hanno ancora leso lo stato d’integrità del candore, far nostro quest’esempio al fine di disimparare tutto ciò che ha divorato giorno dopo giorno la razza umana conducendola all’attuale condizione di sonno permanente.
Ripristino in me ogni riconoscenza dovuta a Dio, a suo tempo dispersa per l’abito logoro che indossavo e ad ogni attimo trascorso riservo l’atto di gratificazione affinché il cuore abbia a ricevere il giusto nutrimento da Geova, non sarò mai sazio d’Amore.
Quanti accadimenti tornano alla mente, per molti anni incompresi, apparentemente senza significato oggi si mostrano sotto altra veste.
Conservarne il ricordo e comprenderne il reale motivo mi pone in uno stato in cui riconosco la Via, liberatomi dalla dipendenza dell’orgoglio, dell’arroganza, dell’incomprensione, del possedere, mi diletto ad amare, amare con tutto me stesso ogni momento vissuto, faccio mio ogni attimo conservandolo come mio unico bagaglio.
Amore, energia pura che pone ognuno al risveglio, termine purtroppo logorato da falsi attributi legati alla carne, dilaniato dai nostri bisogni e dai nostri scopi ci è stato donato da Dio per preservarci dal male.
L’Amore non chiede e non pone condizioni, l’Amore è donazione di sé.
Prego Dio affinché il mio essere sia posto costantemente nell’Amore e gli occhi possano gioire della visione e dell’incontro di voi tutti, nessuno escluso.
Ogni delusione in me svanisce nel pormi in conformità alle Leggi Divine che regolano il giusto evolversi delle cose e l’io che evidenzia l’individualità lascia spazio all’origine del SE’, muore quindi ogni concatenamento che determina la conduzione di una vita apparente per favorire la rinascita.
Gioco strano, apparentemente contrario a ciò che ci appare indispensabile, il soddisfare necessità reali equivale al proprio annullamento.
Sgretolare ogni azione sensibile all’io che ne determina la conseguente frustrazione.
Musica nuova, ai primi passi già si avverte l’Alito Divino che risiede in noi, un cammino inverso che spesso conduce all’incomprensione da parte di chi ci osserva e a riguardo ci scansa ma che importanza ridotta diamo agli altri se siamo risentiti solo perché il loro parere è diverso dal nostro o il comportamento ci pone nell’errore del giudizio.
L’opportunità del risveglio pone ogni essere umano nella totale comprensione di ciò che lo circonda, tutti i sensi avvertono la giustezza del susseguirsi degli eventi e il permanere della gioia ne sono la conferma dello stato di ripristino di sé.
L’intuito elargisce ad ogni attimo nuove conoscenze, gli occhi osservano senza pregiudizi, disposte all’ascolto le orecchie odono note di un canto angelico, le narici odorano il profumo della vita e al passaggio della brezza l’Essere riconosce l’Essenza di cose apparentemente lontane appartenenti ad un tempo aureo che risale a oltre seimila anni.
Lo stato d’Essere, finalmente rinnovato, si apre ad ogni Evento Universale ponendo termine alle domande, le risposte sono colte come cogliamo i fiori sul prato, vivifica l’Unione con Dio quale unico reale centro di permanenza dell’Universo dal quale tutto scaturisce e nel contempo tutto permane in Lui.
Il prosequio di tale rinnovamento dell’Essere favorisce il dissolversi dai legami della materialità, ogni condizione svanisce lasciando spazio alla totale unione con ciò che ci circonda, tutto è dentro di noi.
Gli errori del passato non pongono più lo stato di frustrazione e si dissolvono dinnanzi alla consapevolezza del perdono e della comprensione che in noi vivifica.
Viviamo un tempo in cui regna la confusione, prostrati dinnanzi al tecnicismo ormai reso il fine e non il mezzo sguazziamo nella menzogna, notizie sempre più terrificanti annunciano morti d’innocenti, schiavitù, nuove guerre, false religioni che si oppongono all’unione dei popoli, falsi profeti che inducono all’allontanamento da Dio, tutto questo è un chiaro messaggio già prescritto dell’avvicinarsi dell’Ora di Geova, tutto questo è opera del leone ruggente, il demone, ormai giunto alla fase finale del suo infame operato trascina con sé quanta più gente possibile.
In virtù dell’Amore che Dio ha posto nel cuore di ognuno di noi e del compito che Lui stesso ci ha affidato nell’amare il prossimo mi faccio carico di inviarTi il presente messaggio quale atto di riconoscimento verso l’Altissimo affinché abbia a risvegliare in tutti noi la primordialità dell’Essenza che Lui stesso ci ha fatto dono.
Distribuire il messaggio affinché possa scaturire in chi ci ascolta l’Aria di Primavera che conserva l’alba della rinascita ed essere deliziati dalle lacrime del pentimento e del perdono che conservano l’alito d’Amore, frutto della nostra natalità.
Ogni attimo che ho condiviso con ognuno di voi assumerà il valore della preghiera verso Dio se il tramite che in me vive ha smosso nel vostro cuore, anche per un solo istante, la sensazione della Sua Eterna Presenza.
Perseguire l’esempio di Cristo mi sovviene naturale, quale primo e ultimo atto della consapevolezza e dello stato comprensivo mi rimetto alla volontà del Padre.
L’importanza non ha più importanza, muore il “ME” e rinasce il “SE”, qualunque accadimento non sovverte lo stato d’Essere, il dolore diventa parte integrante del piacere, il caldo e il freddo conservano l’identica natura e nella complementarietà si dissolvono nell’unione, la gioia persiste durante questo cammino ove tutt’intorno si diffonde il profumo della Vita.
Il passato diventa un insieme di punti circostanziati dalla sola importanza che solo ognuno di noi vuole attribuirgli a proprio piacimento ma non lasciano nulla al seguito in virtù dell’irrealtà delle cose temporali.
Gli accadimenti legati alla materialità sono come i castelli di sabbia, non creano reale profitto.
Realizzare di noi il Tempio di Dio affinché la somiglianza ne rispecchi la realtà dell’immagine, non vi è illuminazione se l’esempio della nostra vita non brilla di Luce Divina, non vi è risveglio se non si è desti nello Spirito.
L’innamorato fedele e silenzioso si accinge in ogni attimo della propria esistenza in vita a perdere tutto ciò che apparentemente possiede, anche la vita stessa, al fine di perseguire la volontà di Geova, sempre sia glorificato.
Abbandonare il bigottismo delle convinzioni religiose per dar spazio alla Dottrina di Gesù il Vivente in relazione all’insegnamento che Lui stesso ci ha fornito durante il Ministero in veste di Uomo.
Il demonio vivifica e incrementa il suo potere su di noi in relazione alle nostre debolezze e in particolar modo alla mancanza di conoscenza, è quindi importante la continua attenzione verso gli insegnamenti di Gesù e di tutte le citazioni delle Sacre Scritture.
Lasciare il dominio di ciò che siamo nelle Sue mani e come un seme morire per dar frutto a nuova vita, rinascere in vita, annullare ogni nostro desiderio ponendo la massima attenzione su ciò che Lui desidera, l’Amore.
Come un alito di vento sfoggia il profumo del gelsomino che a poca distanza propone la meraviglia dei suoi fiori, così il cammino intrapreso quel giorno d’inverno torna in ogni istante a rinnovare la memoria dell’Aria di Primavera che mostra a noi stessi ciò che siamo.
Statico nel movimento e nel pensiero lascio che il tutto che mi circonda ruoti intorno e come ogni attimo muore per dar vita ad altro attimo e in ognuno si conserva la propria apparente verità, in quanto una volta trascorso ne resta il niente perché legato alla temporalità, così mi discosto dagli interessi temporali della materialità che mostrano il proprio inderogabile declino.
Anche il corpo carnale appartiene alla temporalità e per quanto importante ne sovviene il declino per dar corpo alla Spiritualità, intuire quindi l’importanza che il corpo di carne è simile ad un insieme di attimi.
Dare importanza alle cose del mondo è come garantirsi il legame alla temporalità, a breve avremo terminato il cammino e non vi sarà seguito ma se abbandoniamo le cose del mondo al fine di perseguire la ricerca della Verità che risiede nelle Sacre Scritture, la Luce Divina ci mostrerà la fratellanza in Cristo, allora avremo trovato la grande opportunità del Nuovo Mondo.
Si perpetua in noi l’Amore del Padre attraverso il Figlio e con il Figlio e lo Spirito Santo, esercita il completamento dell’Essere di ognuno di noi, abbandonare quindi le cose del mondo per favorire l’Unione attraverso la Morte in Vita.
Spogliarsi dell’abito logoro che il sistema attuale esige e che apparentemente ci offre l’illusione della felicità e del piacere ma che in realtà conserva la povertà delle cose che hanno fine, questo è l’atto iniziatico dell’Innamorato Fedele e Silenzioso, il quale, simile alla centesima pecora, salta il recinto e Gesù l’ama più delle altre a tal punto di lasciare le altre 99 per andare a cercarla.
Avverto una nuova melodia e l’Amore che nutro per tutti Voi non pone peso e impegno ma si mostra con naturalità, mio Signore fa che io non cada più nella tentazione del rancore e del sonno.
Anche oggi ho assistito al procedere delle cose, come il susseguirsi delle note di un pianoforte che offre vibrazioni sonore piacevoli simili al vociare di bambini in tenera età che usufruiscono del linguaggio ludico durante il loro giocare e non vi è altro se non il ringraziare Geova per tutto ciò al quale mi fa assistere. Grazie, grazie o Dio
Alcune volte, preso dall’iniziativa di voler procedere alla realizzazione di questo piccolo messaggio d’amore, colgo l’occasione per una breve pausa ed esco a osservare lasciando che gli occhi sfiorino le vette circostanti e avverto la sensazione del richiamo verso quei luoghi della Val Masino alla quale sono teneramente riconoscente per ciò che rappresenta in relazione alla mia Spiritualità e nel contempo ascolto lo scorrere dell’acqua della fontana posta nelle vicinanze dell’abitazione che mi ospita e che da più di cinquant’anni sgorga acqua fresca e pura, delizie che i sensi mi offrono e ne colgo la fragranza del piacere della vita.
Affascinato dal sublime canto degli uccelli che di volta in volta si vengono a posare sulle betulle e sui pini circostanti gioisco per l’attenzione amorevole che il Creatore ha riservato all’uomo, in che modo potrò sdebitarmi ?.
Lasciate almeno che parli di Lui, che esprima la mia riconoscenza e solo Lui sa quanto vorrei renderVi tutti partecipi di questo atto di gioia che giorno dopo giorno mi allieta il cuore, ecco, ancora una volta odo il profumo dell’Aria di Primavera e il nodo in gola mi obbliga ad una breve interruzione, coglierò l’occasione per pregare nella speranza che anche Tu che in questo momento offri attenzione a questo messaggio possa assaporare la stessa maestosa sensazione d’Amore che ne scaturisce.
Abbandonarsi a Dio, nutrirsi della Sua Eterna Presenza, esserne l’Innamorato Fedele e Silenzioso nell’attesa dell’Unione nel Nuovo Mondo, esercitare in se stessi la continua attenzione verso il proprio totale annullamento al fine di ripulirci e renderci come uno specchio sul quale sia riflessa la Sua immagine.
Abbattere i limiti del tempo, divenire l’aria che respiro e l’acqua che mi disseta, offrire tutto ciò che mi è stato affidato e lasciare che tutto proceda secondo il Suo volere affinché il mio Essere abbia l’opportunità di accedere a livelli terreni superiori.
Nei ricordi di molti di voi avverto ancora l’incomprensione per la caratterialità e il comportamento spesso irascibile che un tempo erano radicati in me ed è per questo che ad oggi affermo che per molti anni della vita ho dormito nel sonno del perdente, non sono certo stato un esempio da considerare ma vivere nei ricordi cela il presente e l’errore risiede nell’occhio di chi guarda ponendo le radici nella critica.
Cogliere sensibilmente l’opportunità dell’autocritica, della continua autoanalisi ponendosi su di se, scavare nel più profondo del nostro essere fino alla fonte, sradicare convinzioni e congetture, tornare quindi alla primordialità delle origini alle quali apparteniamo, quando tutto ciò è realmente avvenuto si scopre che la critica su ciò che sono gli accadimenti non ha più ragion d’essere ma si dissolve per dar spazio alla comprensione.
Il percorso è tortuoso ma non per questo ci priva della gioia e i risultati non tardano a mostrarsi anzi spesso ho la sensazione di ricevere ancor prima di agire.
Cos’altro posso pretendere, ho già tutto ciò che serve e la verità risiede nel fatto che ciò che apparentemente non ho è solo perché non lo riesco a vedere o ad avvertire in quanto distratto.
Ad ognuno di noi è stato fornito sin dalle origini ciò che realmente si rende necessario per riscoprire il Regno dei Cieli e il compito sta nel riconoscere e ripristinare questo equilibrio che alla base conduce alla riconoscenza, prima di ogni altra azione, dell’Altissimo e Gesù Cristo lo ha chiaramente spiegato consigliandoci di abbandonare le cose del mondo, eppure il sistema persiste in questa continua corsa verso la rovina.
Troppo spesso si cade nell’errore e le circostanze dimostrano come il sistema attuale, gestito dalla bestia, oscura l’opportunità della Conoscenza che comunque non va intesa come semplice cultura, sarebbe troppo riduttivo paragonare la Conoscenza alla cultura in quanto per cultura si intende un insieme di informazioni memorizzate mentre la Conoscenza è frutto della volontà Divina che illumina il cammino.
Il contrario del bene è il bene, il male è frutto dell’incomprensione umana come del resto il contrario della gioia è la gioia, l’infelicità è l’atto di incomprensione verso gli accadimenti.
Che cosa invade il cuore dell’uomo?, un insieme di frustrazioni basate sulle congetture che la civiltà, apparentemente organizzata, non lascia spazio se non alle convinzioni di vivere una vita sempre più indignitosa e disastrosa, sempre più lontana dai reali bisogni dell’uomo, l’Uomo necessita, al fine del prosequio della propria esistenza, della Conoscenza di Dio e per ottenere tale Conoscenza Divina non vi è altra Via se non quella delle Sacre Scritture.
La maggior parte delle tribù che conservano queste origini sono frutto di attenzioni da parte degli occidentalisti che nella convinzione di far loro del bene o per proprio interesse, impongono insegnamenti privi di opportunità per la crescita armonica senza rendersi conto che l’insegnamento primordiale proviene proprio dalle citazioni bibliche che raccontano delle origini dell’uomo.
Il Cristo, con la Sua presenza in terra, ha ridato questa opportunità ed il messaggio è stato più che chiaro, ABBANDONARE LE COSE DEL MONDO, chi perde la vita in Suo nome la riceverà in eterno.
Il declino della carne lascia spazio alla spiritualità, la vecchiaia è solo un processo di metamorfosi legata alla temporalità della carne dovuta all’errore adamico, la somiglianza dell’Uomo a Dio sta nell’opportunità dell’unificazione con l’esempio di Suo Figlio Gesù Cristo.
Canto soave e angelico il Risveglio, come cogliere un frutto dolce dal sapore di miele e l’aria s’invade di profumo di fiori, invisibile all’occhio del profano ogni cosa mostra la propria essenza conservando in se la perfezione del Creato, la sensazione è sublime e chi assiste ne resta meravigliato, quasi spaventato e sbigottito, rigoglio di acque fresche che dissetano il cuore come per la bocca un bacio d’amore e nell’attimo mi osservo cogliendo la comprensione di appartenere ad un immenso mosaico, ecco, ciò che appare è l’Unità, senza tempo, non vi è parola che possa soddisfare una corretta comprensione, ogni spiegazione sarebbe a dir poco riduttiva a favorirne la visione, non resta altro che morire in vita e l’attimo offre l’opportunità della visione del Paradiso Terrestre.
Prostrato dinnanzi all’Altissimo, sempre sia lodato, non vi è desiderio, tutto ciò che sono è sempre stato in me, la mia residenza è la continua ricerca della Sua presenza ed io proseguo nella Via per fare di me il Tempio.
Vivere lo scorrere del tempo non è altro che un modo apparente dello stato di allontanamento dalla realtà, come l’acqua che sgorga dalla fonte e va al fiume che alimenta le acque del mare per poi tornare sorgente così anche l’uomo tornerà allo stato originario, dove la pace e la gioia sono permanenti nell’animo di colui che intraprende la Via della Verità.
Non attendiamoci gratificazioni in questa fase di vita in quanto il piacere di essere appagati dagli elogi di coloro che appartengono al sistema attuale conferisce l’allontanamento dalla Via, anzi al contrario, se siamo derisi ed incompresi o tanto più l’attributo che ci è accollato è quello di “pazzi” è probabile che la Via sia quella indicata dal Cristo.
Kipling soleva dire: “Ogni errore infruttuoso è un passo avanti verso la meta”, è dagli errori che l’uomo cresce, si rende quindi necessario un continuo lavoro su se stessi offrendoci l’opportunità di essere comprensivi e amorevoli a partire dalla nostra persona in quanto se non impariamo ad amarci non vi sarà comprensione in relazione all’Essenza di ciò che siamo.
Il vantaggio che ne consegue è inimmaginabile, a tal punto che lo stato comprensivo della consapevolezza mostra la diversità dal sonno che in precedenza celava la Conoscenza di Geova e ogni conversazione in merito che ponga l’esempio non serve agli occhi di chi è schiavo della congettura, chi sa taccia e chi è incuriosito chieda, ad ognuno si fornisca la risposta alla condizione che chi chiede sia posto nella genuinità dello svuotamento e dell’interesse di Se, diversamente non vi è opportunità comprensiva, ogni sforzo sarebbe vano e le immagini proposte da Gesù continueranno a celare la propria Essenza.
Più appare in noi il ritorno dell’integrità maggiormente le Immagini mostrano l’entità della Verità Universale, si rende quindi necessario un lavoro di totale svuotamento dalle inculturazioni acquisite, come un secchio deve obbligatoriamente essere ripulito dalle impurità al fine di preservare la limpidezza e la freschezza dell’acqua di fonte, contrariamente l’acqua, per quanto limpida e pura, verrebbe contaminata.
Questo lavoro di totale svuotamento da pregiudizi, convinzioni e quant’altro scrosta la mente, svolge da iniziazione riflessiva su noi stessi, riflessiva intesa come immagine riflessa e non come termine occidentalizzato del pensare concentrando l’attenzione su un qualsiasi argomento o avvenimento e solo attraverso questa pulizia dello specchio ripristiniamo il canale comunicativo dell’Intuitività che elargisce il reale significato del contenuto dei Testi Sacri, che Dio sia glorificato anche per questo.
Diversamente da tutto questo la reazione dell’uomo si mostrerebbe come quella di un pazzo a cui venga posta la domanda se è pazzo, la risposta sarebbe ovviamente di senso negativo in relazione alla mancanza di equilibrio e intendo equilibrio propriamente come lo si attribuisce alla bilancia in quanto le relazioni conoscitive esistenti in noi non siano sbilanciate dal disequilibrio dell’interesse personale, dipendendo quindi dal peso di una o dell’altra parte.
La Coscienza viene quindi posta similmente ad un filtro in ingresso e in uscita degli accadimenti, il pensare e l’agire sono in perfetto equilibrio con la comprensione intesa come essere comprensivi, contrariamente al significato che in seguito é stato attribuito riferito al far proprio un pensiero o nell’ipotesi una formula scientifica, è quindi di vitale importanza rendere il reale significato al termine “Comprensione” al fine di porci nello stato di appartenere e allo stesso modo contenere quanto ci circonda, a tale scopo la Coscienza è implicita alla Conoscenza perché sostenuta dall’Intuitività e l’equilibrio ne è di fondamento.
Questo stato di permanenza garantisce l’integrità dei canali ricettivi e trasmissivi liberandoci dallo stato di sonno, la Spiritualità favorisce la pulizia della mente, vivifica così la Conoscenza, contrariamente, l’allontanamento, alimenta lo stato di sonno, celando la presenza di Dio, sempre sia glorificato.
Mi chiedo cos’altro sia di più indispensabile per l’uomo se non lo Spirito di Geova, ossia ripristinare in noi quell’equilibrio primordiale che ci conduce al risveglio e quindi alla somiglianza di Dio.
In merito a tali argomenti sono stati scritti una notevole quantità di libri e trattati e mi sembra opportuno, al termine di questo piccolo lavoro, citare alcuni personaggi che, sebbene di religioni diverse, indubbiamente attraverso il loro operato hanno contribuito da un lato alla crescita di interesse verso la spiritualità ma che nel contempo hanno offuscato le menti ponendo interessi diversi da ciò che Geova ci ha posto nelle Sacre Scritture, ma se l’insegnamento più consono lo otteniamo dall’esempio, chi meglio di Gesù può trasferire in noi l’interesse al risveglio ?
Nel grande stato confusionale in cui il sistema attuale è imperniato emerge la difficoltà ad individuare il percorso per una corretta riconoscenza di Dio, soprattutto in relazione alla terminologia che nell’arco dei tempi ha subito significati diversi da quelli originari, dobbiamo quindi porre maggior attenzione alle Immagini in quanto conservano il reale significato in merito a ciò che necessita a colui che si pone alla ricerca di Geova, ma non intendo dilungarmi oltre nei meandri, oriento quindi l’attenzione del presente messaggio sull’esperienza favorita dall’Intuitività in quanto il percorso della vita mi ha posto nello stato di visione attuale mostrandomi l’Essenza che il Padre ha impresso in tutto il Creato, si tenga comunque in considerazione il fatto che, per una corretta chiave di lettura delle Immagini che conservano la Verità, occorre appunto l’Intuitività ed il continuo lavoro che la sviluppa è la continua osservazione di se in relazione alle Sacre Scritture.
Ogni qualvolta mi si offre l’opportunità di commentare sugli argomenti sopra citati prego Dio affinché ponga il mio stato d’essere nell’equilibrio della consapevolezza ed è ciò che mi obbligo a fare nell’ambito di questo messaggio, prego Dio al fine di rendermi tramite della Sua volontà e di quanto le Sacre Scritture mi insegnano.
Spesso le domande sono orientate all’esistenza di satana, che Dio lo maledica, ed al suo manifestarsi attraverso le persone, orbene sarebbe consono e indispensabile orientare il proprio interesse esclusivamente a Geova e rendergli gloria al fine di evitare ogni possibile caduta in quanto in ogni caduta offuschiamo la Sua presenza a nostro rischio e pericolo ed è proprio in questo che satana trova terreno fertile.
Pregare e lodare Dio per scopi legati alla propria individualità è meschino, Dio va glorificato in quanto Dio.
Questo libero arbitrio costa caro ma ci consente la scelta per la Vita senza morte e malattie.
Riprendo dopo molti mesi questo racconto in cui ho ritenuto opportuno offrire un messaggio su quanto sia stato importante focalizzare la visione del mio stato d’essere e vorrei che per ognuno di voi accadesse ciò che si definisce la Volontà di Dio, sempre sia glorificato, al fine di adempiere al compito riservatoci e che Gesù Cristo in veste di uomo ci ha ben determinato attraverso la predicazione.
Solo a distanza di tempo sento con certezza che nulla è dato al caso ed il cammino percorso mi ha condotto all’esempio che Gesù Cristo, attraverso la sua persone, indicava agli apostoli, affinché portassero il messaggio evangelico in tutto il mondo.
Ora che tutte le indicazioni mostrano l’Essenza non resta che coglierLa.
Favorito dall’arrivo dell’estate mi dirigo a monte, in un luogo in cui l’elevazione abbia a spogliarmi in parte dal peso della carne, un luogo ove la rosa canina lasci l’essenza odorosa nelle narice, quanto tempo trascorso alla ricerca di questo profumo inebriante.
Resterò in attesa dell’inverno consapevole dell’arrivo della nuova primavera.
Quante mani tese verso me affinché avessi a giungere a destinazione, come tralci di una vite mi avete mostrato la radice ed ognuno di voi, per quanto alcuni ne siano inconsapevoli, mi ha indicato un passo del cammino e di questo sono grato a Dio.
Prego Dio per tutto ciò che Lui desidera.
Inebriato dal tutto mi sento come se il cuore dovesse scoppiare ricco di quell’amore che mai annoia, privato da me stesso conserverò l’alito di Vita.
Ora che il luogo raggiunto a monte presenta la quiete, in quel della Scengia del Pomer di Bema, attendo il profumo delle rose, il luogo è magnifico, ricco di sensazioni e profumi l’Aria di Primavera invade ancora una volta il mio essere, come molti anni fa in Val Masino.
Riservo i primi giorni di permanenza per piccoli lavori manuali, nell’attesa che qualcuno colga l’invito, è probabile che l’invito sia rivolto proprio a te che stai leggendo queste righe, smosso da una sensazione intuitiva avverti il dubbio che la vita non è solo da quando si nasce a quando si muore e se un fremito ti ha colto, non attendere oltre, ti aspetto in questo luogo paradisiaco ove il tempo si ferma e la presenza di Dio in noi ristabilisce il giusto equilibrio favorito dallo Spirito.
Quanto tempo trascorso ad inseguire la Verità, meditando sulle Sacre Scritture, pregando, cercando di pormi in equilibrio in ogni piccola esperienza e in ogni incontro ma ciò che conta è spogliarsi dell’io, abbandonare le cose del mondo e la sua materialità, solo così il mistero della vita si svela e giorno dopo giorno la Luce di Cristo Gesù mostra la Via da seguire, quella dell’Amore, perché è con l’Amore a Dio e per tutto il Creato che dimostriamo di aver realmente compreso ciò che Cristo ci ha insegnato.
Spesso interrompo di scrivere carpito dal canto degli uccelli che attimo dopo attimo inneggiano la lode a Dio, sempre sia glorificato e osservando l’alba di questo mattino della fine di maggio trasale il pianto di gioia, il nodo in gola prorompe in lacrime per l’immenso amore che provo per tutti voi.
L’immeritata benignità che il Padre Eterno riserva all’essere umano viene giorno per giorno dimenticata dalla maggior parte delle genti, fino a giungere all’odierna situazione in cui il sistema attuale dimostra interessi non conformi, anzi contrari, alla Legge Divina.
Le religioni son molte ed ognuna conserva le proprie congetture nella convinzione di esser nella ragione ma la ragione, che appartiene allo stato mentale, è uno stato grossolano e quindi legato all’esteriorità dell’uomo.
Tutte le religioni monoteiste parlano di Dio e della Sua benevolenza infinita, lode a Lui in eterno, ma il comportamento di chi vi appartiene è in conformità ai propri bisogni e non secondo la Sua volontà essendo nella convinzione di possedere la conoscenza ma chi realmente possiede anche una goccia di conoscenza non agisce in funzione ai propri bisogni, anzi se ne libera per fare solo ed esclusivamente la Sua volontà ed è qui che ognuno di noi, distintamente da ogni altro, imbocca la strada che conduce alla Verità, allora i nostri occhi vedranno per Lui, le nostre orecchie udranno per Lui, la nostra bocca parlerà di Lui e il cuore palpiterà per quell’Amore che ha reso possibile tutto questo, Dio.
Ognuno di noi, indistintamente dalla razza o dal colore della pelle, ogni cosa manifesta e non manifesta è segno indiscutibile del Suo Amore, ogni parola o pensiero in merito è limitazione del nostro stato comprensivo ma ora mi rivolgo a te che hai richiesto il seguito di questo racconto, cosa ti abbia spinto a farlo non lo so, una cosa è certa, stai mostrando interesse a Dio e questa attrazione per Lui non è casuale, nulla è casuale, pertanto sarei lieto conoscerti e magari percorre insieme la Via che conduce a Lui, Amen
Il germe posto in te, piccolo quanto un seme di senape ma più grande dell’universo, sta germogliando, liberati dalle congetture, rimuovi l’orgoglio e non badare alla fatica di affrontarti, lascia che sia Dio ad agire per te senza aspettarti nulla, poni in Lui la massima fiducia, e la libertà e la gioia si mostreranno in te con tale imponenza costringendoti al pianto e l’immaginazione per un tale avvenimento è a dir poco riduttiva.
Viviamo un tempo in cui il male si è impossessato e sovrasta il mondo e questo è un segno dei tempi, già descritto duemila anni fa in Rivelazione a Giovanni o se preferisci nell’Apocalisse ma non intendo dilungarmi su questo tema, pongo piuttosto maggior attenzione verso coloro che sono alla ricerca dell’Amore Divino e della Sua Luce, rivolgi sempre l’attenzione all’Altissimo invocando il Cristo in quanto ne siamo i Suoi servitori, unisciti a Cristo e scoprirai di aver sempre avuto un Padre immensamente amorevole, siamo noi ad aver abbandonato Lui, non certo il contrario.
Dio ci mette alla prova nell’agio, le disgrazie e i disagi siamo noi a crearceli e aggiungerei inoltre una citazione di Gandhi che rende molto chiaro il concetto di come l’uomo dovrebbe agire:
“Dio non chiede niente di meno che la rinuncia a se stessi come prezzo per la sola vera libertà che valga la pena possedere.
E quando un uomo abbia così perduto se stesso, immediatamente si ritrova al servizio della Creazione di Dio”.
Se andiamo indietro nel tempo, prima della venuta di Cristo, i Padri del Taoismo davano una visione degli accadimenti e delle conseguenze in merito alle scelte dell’uomo e ritengo opportuno citare un capitoletto tratto da Chuang-tzu:
“Aver la pretesa di riformare la natura riconducendola al suo stato originario, fondandosi sugli studi che ci conducono nelle scuole di pensiero attuali; voler migliorare le tendenze illudendosi di illuminarle con i ragionamenti canonici esteriori; tutto ciò è dar prova di una cecità ben grande.
I Saggi dell’antichità, di scienze conoscevano solo quelle che emanavano spontaneamente dalla calma della loro natura, la semplice assimilazione delle cose, che non li disturbava affatto.
Nacquero così queste nozioni del tutto semplici; bontà: il sopportare tutto; equità: l’essere equilibrati.
All’equità corrispose la lealtà; la verità francamente espressa produsse la gioia, e la sua espressione la musica; la mutua comprensione produsse l’educazione, e la sua espressione i riti.
Più tardi, quando furono falsati, i riti e la musica diventarono un elemento di perversione, come succede di tutto ciò che non è più conforme alla natura.
Ai primordi gli uomini erano semplici, come la natura nel suo principio.
Nulla turbava i movimenti naturali; le forze fisiche non provocavano nessun disordine.
Il corso delle stagioni era regolare, gli esseri non conoscevano la sofferenza, sconosciuta era la morte prematura, non c’erano ne teorie né scienze artificiali.
Fu l’età dell’unità e dell’unione perfette, dell’uomo con la natura e degli uomini fra loro.
Nessuno interferiva con l’ordine naturale.
E tuttavia giunse la decadenza. Essa incominciò a partire dalle istituzioni di Scei-genn e di Fu-hi (produzione artificiale del fuoco, leggi sul matrimonio e la famiglia), le quali ebbero l’apparenza di un progresso, ma furono l’inizio della rovina per la semplicità e la vita in comune dei primi tempi.
La decadenza si accrebbe al tempo di Scienn-unng e di Hoang-ti (abbandono della vita nomade, agricoltura, formazione dello stato); il benessere aumentò, ma a spese dell’antica spontaneità.
La decadenza si accentuò molto di più sotto il regno di Yao e di Sciunn, i quali introdussero l’idea del miglioramento sistematico mediante leggi e scuole e la pratica obbligatoria di un sedicente bene convenzionale.
Fu la fine dei modi di vivere primitivi.
Da allora gli uomini sostituirono l’istinto innato con le loro teorie artificiali, razionali e la pace disparve dall’impero.
Infine, il progresso delle lettere e delle scienze terminò di soffocare ciò che ancora restava della semplicità naturale, e riempì gli animi di distrazioni.
Di conseguenza ora è soltanto più disordine e confusione.
Da questo excursio storico si deduce che l’adozione di costumi convenzionali è stata la rovina dei modi di vivere originari, e che tale rovina della natura originaria è stata anche la rovina del mondo.
Natura e convenzionalità sono in contraddizione inconciliabile.
I partigiani di queste due vie non possono coesistere insieme.
Addirittura non possono compiacersi reciprocamente, perché il loro linguaggio è appunto contraddittorio.
Un Saggio della schiera della natura taoista non avrà neppure bisogno di andare a nascondersi sui monti o nelle foreste; vivendo in mezzo ai propri contemporanei rimarrà sconosciuto, perché non sarà capito.
Questo stato di cose non dato da ora soltanto, risale ad abbastanza presto nel tempo.
Gli antichi Saggi, che commentano sono chiamati i Celati, gli Esoterici, non si rendevano volutamente invisibili, non tenevano la bocca chiusa, non dissimulavano deliberatamente la propria saggezza.
Non si nascondevano. E’ la loro totale opposizione al proprio tempo che li nascondeva, che li mascherava alla vista comune, mantenendoli sconosciuti e incompresi.
In tempi favorevoli avrebbero forse riformato il mondo, riconducendolo alla perduta semplicità.
Ma poiché i tempi non propizi gli impedivano di farlo, passarono la loro vita tenendo per se la nozione della perfezione primitiva ed aspettando tranquilli.
Erano uomini che non cercavano conoscenze disparate con sottili disquisizioni, come fanno gli attuali pensatori sofisti; né volevano tutto sapere in dettaglio o tutto potere.
Piuttosto riservati, quasi timidi, rimanevano al loro posto e meditavano sulla loro natura.
D’altronde, la materia è abbastanza vasta da impegnare un uomo, e abbastanza difficile da consigliare il riserbo.
Farsi passare per maestri della dottrina del Principio, essendo solo in possesso di una scienza e di una condotta imperfette, significa nuocere alla dottrina, non servirla.
Essi lavorano perciò alla loro propria persona, traendo la loro soddisfazione dalla propria tensione verso l’obiettivo.
Essi non seguivano, come gli ambiziosi dei giorni nostri (confucianisti), di gradi e distinzioni.
Cos’hanno a che vedere, queste cose artificiali, con la perfezione della natura?
Assolutamente nulla!
Anzi, esse sono una ben misera soddisfazione, perché assai precaria, dal momento che chi le abbia ottenute non può mai essere sicuro di conservarle.
I Saggi veri sono indifferenti sia alla fortuna che alla sfortuna; non si rallegrano e non si affliggono davanti a nulla.
Se un acquisizione fa gioire, se una perdita fa soffrire, è segno che si era legati a quel che ne era l’oggetto; e affetto e afflizione sono due disordini.
Coloro che imprestano il loro affetto a qualunque essere, che violentano il loro istinto naturale a causa di qualsivoglia convenzione, costoro fanno il contrario di ciò che dovrebbero.
Costoro dovrebbero seguire soltanto il loro istinto e vivere in modo assolutamente distaccato.”
Credo che il messaggio sopraccitato abbia reso sufficientemente un’idea chiara su come l’essere umano ha completamente dimenticato Geova facendone dell’immagine di Dio, sia lode in eterno, il proprio comodo e la conseguenza di ciò la apprendiamo attimo dopo attimo dagli accadimenti riportati dai quotidiani o da qualsiasi altra fonte informativa e siamo giunti a tal punto in basso che in questo immondezzaio ci viviamo e troviamo pure delle giustificazioni forse per non sentirci in colpa, tanto che importa prima o poi, nell’arco di pochi giorni, tutto passa nel dimenticatoio e questo viene definito benessere e progresso.
Caro amico, scusami ma da questa imbarcazione ho deciso di scendere prima che coli a picco, non mi rendo partecipe di questo scempio.
In ogni caso tengo a precisare che il periodo rappresentato da tali scritture risale, da quanto esposto, alla fase successiva all’errore adamico, in quanto si parla del fatto che non vi era morte prematura, dando per certo che l’uomo in ogni caso sarebbe comunque dovuto morirte e tutto ciò non è conforme alle Sacre Scritture.
Torniamo ora alla Scengia del Pomer, luogo in cui un gruppo di amici di Bema appartenenti alla Pro Loco, ha realizzato un ambiente di accoglienza per chi sente di trascorrere una giornata in sintonia con la natura ed è grazie a loro e con il loro consenso che posso usufruire delle attrezzature poste in loco e chissà, magari ricevere la tua visita per commentare sulla vita o altro, oppure gioire in silenzio sull’immeritata benignità che Dio ci riserva in ogni attimo.
Questa piccola parte di Valtellina conserva il rispetto per chi vi risiede, cervi, camosci, caprioli e chissà quali e quante altre specie animali, non dimenticarti di loro, nel caso avessi deciso di far visita a questo luogo porta con te un po’ di frutta o pane secco, queste creature di Dio ne sono ghiotte.
Favorito e circondato da questo ambiente mi diletto spesso ad approfondire quel niente che mi è stato concesso di comprendere e alcuni giorni fa ho intrapreso ed approfondito uno studio su come l’essere umano sia stato creato ad immagine e somiglianza di Dio; ti sei mai chiesto in che modo e quali siano le circostanze in cui l’uomo conserva questa somiglianza?
E’ curioso come oggi tutto ciò che tenda all’approfondimento di tali argomenti passi inosservato, quasi a far si che qualcuno voglia celarli o comunque, non si abbiano più termini sufficienti per favorirne la comprensione.
E’ molto probabile che chi a suo tempo era in possesso delle chiavi della conoscenza le abbia nascoste e che ad oggi non sappia neppure lui dove risiedano.
La condizione odierna non offre certo l’opportunità agli umili e ai semplici, ovvero coloro che appartenendo alle genti d’eccezione, di manifestarsi pubblicamente, sta a noi cogliere attraverso l’intuitività l’opportunità di individuarli al fine di apprendere con maggior facilità argomenti, attraverso esperienze dirette di vita quotidiana, che conducono al risveglio e a quanto pare la condizione di arrivare in modo solitario a questo stato è molto scarna.
Pertanto, tornando alla somiglianza con Dio da parte dell’uomo, rimane un argomento essenzialmente distante da intuire in quanto stiamo parlando dell’Altissimo, lode eterna a Lui.
Eppure la chiave di lettura si cela proprio nel ripristinare quell’equilibrio naturale che in questo ciclo è scomparso dando agio, contrariamente al reale fabbisogno dell’uomo, a quello che viene definito il regno delle quantità, non a caso ad oggi viene data importanza alla possessione e alla sostanza delle cose che non all’Essere ed all’Essenza, da qui si rende ovvio il motivo base per il quale non vi è più chiarezza in merito al fatto che l’uomo sia stato creato a Sua immagine e somiglianza.
Se di fatto abbiamo una visione distorta del nostro stato d’essere e non vediamo l’essenza di ciò che siamo non possiamo neppure renderci conto della nostra primordialità, è conseguenza inequivocabile che ci venga a mancare il fulcro principale al fine di poter comprendere chi siamo e quale cammino intraprendere a favore dello svelamento di tali misteri ed è qui che torno a ribadire fino alla nausea ciò che Gesù Cristo riferiva ai discepoli “LIBERARSI DELLE COSE DEL MONDO E DELLA SUA MATERIALITA’”.
Anche nell’ambito di come gli Apostoli avrebbero dovuto pregare Dio, Gesù Cristo ha insegnato una preghiera da rivolgere al Misericordioso ed è il PADRE NOSTRO, nella quale si espone che sia fatta la Sua Volontà, ciò a determinare l’importanza di liberarsi da se stessi e quindi di non porre più interessi o desideri se non in Geova!
Tale concetto può risultare contraddittorio, stranamente l’opportunità comprensiva e di crescita è inversamente proporzionale all’abbandono dei propri desideri; sta quindi ad indicare che le necessità imposte dal sistema attuale di cose non è conforme alla Legge Divina e quindi non in sintonia.
E’ proprio così !
Volenti o nolenti noi stessi siamo l’oscuramento del Segreto, è il nostro cuore a non vivificare con lo Spirito ed è essenziale il riconoscimento che va dato al principale nutrimento dell’uomo; d’altronde anche per l’aspetto corporale il primario elemento per l’esistenza della vita terrena è l’ossigeno, eppure questa sostanza non riusciamo a vederla, ne usufruiamo senza poterne contemplare la sua sostanza, come possiamo quindi concepire che ancor prima dell’ossigeno vi sia il calore e ancor di più l’Amore.
In un certo senso e a maggior ragione vale la stessa regola per ciò che rappresenta il nutrimento dell’uomo; addirittura in questo caso facciamo fatica a riconoscerne la Conoscenza, figuriamoci a nutrirsene.
Se prima non poniamo attenzione a noi come potremmo comprendere il modo in cui Dio, la gloria eterna a Lui, ha posto la propria somiglianza nell’uomo e tutto questo viene alla luce soltanto liberandoci dalle scorie che sono rappresentate dalla nostra parte esteriore in quanto è una questione di priorità nell’ambito umano dare maggior importanza all’anello di congiunzione con Dio, e questo anello di congiunzione è lo Spirito e non viceversa la carne in quanto legata all’esteriorità.
Approfondendo meglio il discorso ed al fine di una corretta esemplificazione propongo un’analisi più dettagliata di un’eventuale azione svolta da qualsiasi essere umano: prima di procedere alla scelta di una qualsiasi azione il cervello compie un’elaborazione che smuove la volontà ad agire attraverso il potere che implica il dominio agli arti che conseguentemente agiscono simultaneamente in conseguenza ad un’esigenza o desiderio da soddisfare.
Tutto ciò potrebbe comunque mostrarsi insoddisfacente in quanto incompleto in conseguenza ad un probabile psichismo ma se l’azione esercitata è smossa dall’intelletto che funge da interlocutore con gli stati superiori dell’Essere, allora ripristiniamo l’equilibrio naturale ed il coinvolgimento del nostro stato d’essere è totale a tal punto da trovarci in perfetta sintonia con le Leggi Divine, è conseguenza il ritrovarsi conformati all’equilibrio universale in relazione all’assenza del desiderio di agire.
In merito all’argomento la lettura di un capitolo, riportato al seguito, scritto da AL GAZZALI “LA NICCHIA DELLE LUCI” (islam), ci mostra una visione relativa ad una religione che si ritiene monoteista.
Nulla più procede al fine di ottenere ma bensì di essere.
Pertanto nell’azione o nella non azione non si verifica alcuna differenza, in quanto la volontà esercitata non dipende dalla nostra individualità ma da ciò che ne consegue in relazione alla nostra esistenza in vita, ossia Dio, conseguentemente alla Sua volontà!
In relazione a questo stato comportamentale ne esercitiamo al seguito il cosiddetto esempio che ne risulta essere il miglior mezzo d’insegnamento per chi assiste al nostro agire o non agire, distaccato da ogni legame o desiderio terreno il tutto entra in relazione armonica ed i sensi agiscono da ricettori a favore di Colui che ci ha voluti; da tutto ciò ne consegue la libertà di cui parlava Gandhi ed è conseguenza che la gioia entri a far parte del nostro stato d’essere nel senso più completo del termine.
Chi non possiede nulla non può neppure essere derubato, se in tale circostanza attribuiamo correttamente all’esistenza in vita il dono di Dio all’uomo, perché mai preoccuparsi della morte in relazione al riscatto di Gesù Cristo ?
Nessuno mai potrà privarci di quella Vita che Gesù Cristo stesso ha riscattato per noi.
In tal caso e a fronte di un comportamento uniformato alla Dottrina Divina non possiamo che essere tramite della Sua Volontà, esercitando su chi ci osserva un conseguente stato di piacevole sensazione di benevolenza e amore che non deriva dall’individualità ma da quella Primordialità che originariamente erano intrinseche a Adamo e Eva posta dal Divino, a Lui gloria e lode in eterno.
A conferma di quanto esposto vorrei citare al seguito alcune delle esperienze dirette nelle quali amici, ovviamente interessati a fortificare la propria conoscenza di Dio, hanno reso beneficio oltre che allo Spirito anche al corpo; ad oggi, in relazione alla vostra probabile scarsa esperienza in merito, vi parrà strano che ciò possa accadere ma sappiate che D. un giorno di alcuni anni fa, confidandomi le sue incomprensioni in merito agli stati comportamentali nell’ambito della propria famiglia, iniziò a perseguire i suggerimenti che di volta in volta gli venivano forniti, sebbene il continuo stato di malessere allo stomaco, causato da queste incomprensioni continuava ad infastidirlo, il suggerimento che diedi fu quello di abbandonare totalmente l’assunzione di farmaci che col tempo l’avrebbero portato all’assuefazione.
Iniziammo così un cammino orientato alla riconoscenza di sé per poi ampliarlo in relazione a Dio, da qui la comprensione rivolta verso ciò che riteneva sbagliato in relazione al comportamento dei suoi famigliari svanì, anzi si mutò in comprensione favorito dall’amore che man mano si ingigantiva dentro lui.
Ne conseguì a distanza di mesi che oltre a riequilibrare i suoi rapporti con i famigliari il malessere scomparve e senza neppure orientare la propria alimentazione su cibi particolari.
Altro caso fu quello di M. che ormai da anni assumeva psicofarmaci in relazione allo stato depressivo che regolarmente si veniva a manifestare durante ogni cambio di stagione; l’interruzione dell’assunzione dei farmaci condusse M. ad una iniziale catastrofe, ci volle qualche mese di amore ed attenzioni a tempo pieno, mesi in cui la sensazione di morte e frustrazione conducevano M. ad uno stato continuo di convulsioni e pianti ma anche in questo caso, grazie all’Amore di Dio e alla Conoscenza di Lui, M. ritrovò quell’equilibrio che a tutt’oggi permane.
Mi sovviene naturale pensare che la scienza attuale si dibatte in continui e incongruenti studi su come migliorare la vita ed allungarla, questo perché non tiene in considerazione la medicina primaria: L’AMORE!
Molti altri sono i casi similari a cui ho potuto assistere e nei quali ho posto l’impegno, ciò che li accomuna tutti è questa mancanza d’Amore.
Prego DIO affinché ognuno di voi ne sia baciato dall’Essenza di questo Amore.
Ora che il cammino mi ha condotto alla Scengia del Pomer di Bema, liberato dalla mondanità del sistema ormai giunto alla fine, mi rendo disponibile, senza alcuna presunzione, con chiunque ritenga di voler porre le basi conoscitive della Benignità di Dio, lascio a Te intuire quale via intraprendere al fine di acconsentirTi i favori e i benefici che il Padre attraverso Suo Figlio unigenito Gesù Cristo ti ha voluto concedere, ma il percorso è ancora lungo e quante volte ancora dovrò cadere o mio Signore nell’oblio dei mie pensieri viziati, fatti di una misera conoscenza fondata a volte su frasi prese in prestito da libri?
A che serve mostrare ciò che non siamo se non a decretare lo stato di caos che offusca la vista della Verità? la presenza di Dio viene meno al nostro cuore quanto più tendiamo a soddisfare bisogni e desideri che noi stessi facciamo maturare nella mente.
Il sistema solare è come una colonia di germi sul dorso di una balena in un oceano senza fine e il chicco di senape che è posto dentro ognuno di noi conserva tutto questo e non solo, eppure continuiamo a girovagare cercando ciò che già è dentro noi sebbene Il Figlio dell’Uomo nell’osservare la moltitudine della gente che lo circondava esprimeva con chiarezza il rammarico di come tanta meraviglia fosse presente nella vergogna umana.
Un neonato non sapendo nulla sa tutto, un adulto che sa tutto è frustrato da falsi moralismi e come dice un caro amico “SA TUTTO, PECCATO CHE E’ TUTTO CIO’ CHE SA” ed è per questo che il Messia ha preso come esempio i bambini “SE NON VI FARETE UMILI COME QUESTI BAMBINI NON ENTRERETE NEL REGNO DEI CIELI”.
Confesso che nell’ultimo anno, ciò nonostante, la presunzione di poter aiutare chiunque mi ha condotto ad un errore fondamentale che mi ha trascinato in uno stato di inquietudine e ringrazio Dio di tutto ciò, è quindi facile fare degli errori anche e soprattutto quando si forma in noi la convinzione di conoscere in che modo procedere.
Tutto sommato è ciò che mi doveva accadere e non entrerò nel merito del contesto al fine di rispettare l’opinione dell’interessata ma non posso far altro che pentirmi profondamente per questo errore.
Una sola è la cosa che intendo citare ed è che alla soglia dei cinquant’anni Dio mi ha fatto dono di un figlio che ho voluto, in accordo con la madre, chiamare Jehoshua Thomas, probabilmente per ricordarmi che l’immeritata benignità è posta su tutti coloro che cercano Dio e sebbene questo figlio percorrerà una strada diversa dalla mia, porterà sempre con sé il segno di questa immeritata benignità Divina.
Auguro a Jehoshua di mantenere inalterato il candore e che il Cuore offra spazio alla presenza di Dio, in quanto unica nostra Luce e a me non resta altro che gioire in quanto Dio perpetua Amore e Benignità e tutto ciò che rimane è un profondo nodo in gola che gonfia gli occhi di pianto per la gioia non dando più spazio se non all’incontenibile grandezza e maestosità del Creato.
Eppure nel corso degli ultimi anni, sebbene la benevolenza di Dio mi abbia sempre ricondotto a Lui, come uno stolto l’ho tradito con la mia presunzione, sommamente ignorante che sono non trattengo più le lacrime e a fatica riesco a distinguere le lettere da battere e ancora una volta nel corso della vita mi ritrovo ad inchinarmi dinnanzi a Lui per chiedere umilmente perdono, mai dimenticarsi di essere peccatori.
Spesso matura in me il concetto di lasciare qualche traccia da seguire e quante volte nel contesto di una lettura, per anni, ho cercato la chiave ma mai nessuno volle parlar chiaro, fu solo al seguito che compresi che la chiave risiede solo nelle Sacre Scritture in quanto la chiarezza non è sinonimo di verità fino a che non solleviamo il velo da ciò che è rivelato.
Non dobbiamo essere permissivi ai nostri desideri, fino a quando ciò permane resta il velo ponendo il mistero sulla Verità, ognuno di noi ha quindi l’opportunità di aprire il proprio cuore e scoprire il mistero che si cela agli occhi velati di colui che pone se stesso primo sebbene in realtà ultimo; “GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI”, si rende necessario un duro lavoro di risveglio al fine di porre termine a questo torpore illusivo.
Molti saranno coloro che si presenteranno in Sua vece per trascinare la gran massa nell’oblio di una vita senza confini e quel momento è ora, mai come oggi dilaga la necessità di una spiritualità è quindi più facile farsi abbindolare da coloro che molto probabilmente non sanno neppure quale servo stiano servendo allontanandoci dal Geova.
Quale il proposito di coloro che diffondono inadeguatamente notizie pur non conoscendo, mostrano solo uno stato di psicosi dalla quale non propongono alternativa se non quella di uno stato di continua dipendenza e a conferma di tutto ciò ne basti osservare la condizione attuale, “ COMPLETAMENTE DISARMONICA”, è sufficiente quindi osservare con quale impegno ognuno trafuga la Verità allo scopo di favorire un interesse temporaneo e personale.
Non v’è dubbio, di Lui, gloria eterna a Dio, se ne parla troppo poco e male, eppure in considerazione al fatto che la “SPIRALE DEL TEMPO STRINGE AL CENTRO” a decretare la fine del ciclo, si dovrebbe almeno far mente locale che la nostra esistenza in vita e di ciò che ci circonda è opera Sua, anche se comprendo che siamo a tal punto presi dai sensi che non lasciamo più spazio all’aspetto interiore.
Intendo “SPAZIO” nel senso del Tutto, ovvero “luogo” in cui dovrebbe risiedere la voglia di perseguire la Sua conoscenza, Dio e solo Lui può risiederVi, a patto che vi sia la “CONSONA CONDIZIONE.
Ma in cosa consista questa “CONSONA CONDIZIONE” pare l’abbiamo dimenticato.
Proviamo ad immaginare un’attribuzione diversificata dei due termini:
CONSONA -----------à CON SUONO
CONDIZIONE --------à CON DIZIONE (PAROLA)
Ovvero il suono della PAROLA entra in noi o per meglio esporla, il suono del SEGRETO o MISTERO entra in noi.
Sta di fatto che necessita la cosiddetta predisposizione, ossia una disposizione PRIMORDIALE, ciò a determinare che il SEGRETO o MISTERO di DIO, intrinseco, inscindibile e indiscutibile delle SACRE SCRITTURE che risiede in Gesù Cristo, si manifesta in noi nell’attimo in cui ripristiniamo la PRIMORDIALITA’.
Da ciò ne risulta che i sensi posti quali ricettori in ingresso manifestano, allo stato mentale, l’influenza di disordine nel caso non fossero posti sotto il dominio dello Spirito, a discapito della Vita.
Dalla dimenticanza dell’ordine corretto:
GEOVA -----à SPIRITO -------à UOMO
Si deduce che l’influenza dei sensi entrano in relazione esclusivamente con lo stato grossolano del corpo e della mente, e la memoria che risiede nel mentale viene occupata da stimoli che inducono al desiderio esteriore e dal riproponimento di tali sensazioni.
Anche nel caso in cui non vi sia desiderio, come del resto l’ipotesi di un impegno o dovere, in mancanza del giusto equilibrio, l’azione è mossa comunque dal desiderio di ottenere o apparire e in entrambe i casi il flusso dell’azione favorisce l’individualità.
Sta di fatto che se nel primo caso si dorme di un sonno profondo, nel secondo caso stiamo proprio sognando in quanto ci si basa su probabili falsi moralismi.
Ma torniamo al concetto prioritario ossia ripristinare quell’equilibrio che induce ogni essere umano a far si che l’UOMO sia “PREDISPOSTO” a riceve il SEGRETO o MISTERO e qui necessita obbligatoriamente un passo del Vangelo di Giovanni 14:5-6
Tomaso gli disse: “SIGNORE NON SAPPIAMO DOVE VAI. COME CONOSCIAMO LA VIA? “ GESU’ GLI RISPOSE :” IO SONO LA VIA E LA VERITA’ E LA VITA. NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO DI ME.”.
Orientare quindi desideri ed interessi nell’esempio di Gesù Cristo, liberandoci dalla propria individualità e dalle futilità proposte dal caos del sistema attuale è come porci nella predisposizione al fine di ricevere il SEGRETO o MISTERO, GESU’ CRISTO.
Suggerisco di leggere attentamente i primi 18 Versetti del Vangelo secondo Giovanni, ponendo particolarmente attenzione proprio alle prime 2 parole “IN PRINCIPIO” che non a caso risiedono all’inizio della GENESI.
L’INNAMORATO FEDELE E SILENZIOSO
Conclusioni
Se l’interesse ti ha condotto alla pazienza di sopportare la lettura integrale del messaggio sopracitato e ha fatto scaturire in te quel fremito d’Amore è segno che il Seme è caduto in terra fertile. Sempre in nome di Nostro Signore Gesù Cristo. Amen
Sta ora a te farlo germogliare .

Nessun commento:
Posta un commento